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MORFOLOGIA DEL TRAVERTINO ROMANO

E' noto che il travertino più antico costituisce per la sua eccezionale qualità un motivo d'orgoglio. Le striature e le raffinate colorazioni di questa pietra sono molto vicine alle opere che siamo abituati a vedere erette come monumenti eterni dal fascino terribilmente coinvolgente.
Opere come il Colosseo, l'anfiteatro di Marcello ci riportano con la mente ad un passato che è poi incredibilmente vicino. Basti pensare che possiamo toccare con mano la pietra sottostante quella utilizzata per opere maestose ed intramontabili, o vedere con i nostri occhi gli antichi tagli, ancora incisi nella roccia. La sobrietà, la solidità e la robustezza di questa pietra è messa in risalto, più di duemila anni fa, da un geografo greco, un tal Strabone. Risale al florido impero di Augusto l'edificazione del teatro di Marcello e durante la dominazione dei Flavi, l'imponente costruzione dell'Anfiteatro Flavio, detto  Colosseo. Inequivocabile emblema dell'Impero, era attrezzato per i giochi più vari.
Nel Rinascimento Leon Battista Alberti e il Bramante affidano al travertino i loro progetti per realizzare edifici religiosi, civili, pubblici e privati. Nel Settecento è il mezzo impiegato dall'architetto per non sopraffare, ma assecondare la natura. La scalinata di Trinità dei Monti dello Specchi e del De Sanctis non è che un esempio evidentissimo di plasticità, di forza viva, di dinamismo, caratteristiche che appartengono tutte alle particolari doti di questa pietra.
Le molteplici naturali venature e le particolari colorazioni che contraddistinguono questa roccia sono da attribuirsi ovviamente alla sua genesi chimica. Il travertino è, infatti, una roccia sedimentaria che si è originata per precipitazione di carbonato di calcio, proveniente da acque ricche o soprassature di bicarbonato di calcio solubile in acqua.
Il ritrovamento di resti fossili marini all'interno del materiale estratto, nel Pliocene, una decina di milioni di anni fa, testimonia che i Monti Tiburtini e Cornicolani erano sommersi dalle acque marine.
All'inizio del Quaternario, circa un milione di anni fa, l'area continentale si innalzò e il mare cominciò a regredire fino a ritirarsi del tutto. Nel bacino delle acque albule, che si presentava come un'area depressa a forma di conca, risalirono in superficie acque calde termominerali. Queste erano mescolate con i gas solforosi provenienti dalle ultime manifestazioni vulcaniche dei Colli Albani, derivanti dal consolidamento dei magmi dell'antico vulcano laziale.
La spinta verso l'alto, esercitata dai gas-solforosi, fece risalire le acque e il bicarbonato di calcio si disciolse nelle masse a conformazione calcarea che esse attraversano.
Le acque, raggiunta la superficie, defluivano verso i punti più bassi del bacino e,  a causa della diminuzione della temperatura e della pressione, si verificava la precipitazione, quindi la sedimentazione del carbonato di calcio.  Il Lapis tiburtinus si presenta quindi in banchi o strati delimitati da un sottile livello argilloso, provocato da un'alluvione. La sedimentazione ha avuto, in effetti, luogo in cicli e in fasi differenti.



Questa roccia si deve sia alla pressione dei banchi sovrastanti su quelli sottostanti, sia alle continue precipitazioni di carbonato di calcio, che favorirono, per la sua permeabilità, le sedimentazioni degli strati più profondi.
Il travertino non può esser considerato semplicemente una risorsa mineraria, ma il materiale che ha contribuito alla notorietà di numerosissimi scultori ed architetti: uno su tutti, Gian Lorenzo Bernini (Napoli 1598 - Roma 168o). Costui si impegnò ai lavori di San Pietro per più di quaranta anni. Durante la costruzione del colonnato della Basilica, egli ha potuto constatare lo straordinario pregio dell'intero bacino estrattivo, sede oggi del nostro apparato estrattivo.
 Per applicare al meglio la valenza portante del materiale si
affidò al travertino estratto da alcune cave tiburtine, da lui fatte aprire. Per verificare con maggiore accuratezza l'effettiva qualità della pietra, si fece edificare un casale, nel quale soggiornò insieme con tutti i sili assistenti e collaboratori.
 La Roma barocca del Seicento ha senza dubbio trovato in lui il rappresentante più autorevole di un'epoca caratterizzata dal gusto del bello. Le caratteristiche sfumature del lapis tiburtina sono di rara bellezza e costituiscono naturalmente un motivo architettonico di pregevole efficacia visiva. La tipica struttura vacillare che esso presenta ben si adatta a sculture di vario genere, specialmente di vaste proporzioni.
Nella sua nuda semplicità si può ammirare in numerose opere della Città Eterna, costruite fuori delle antiche cinte murarie sin dal Settecento. La mirabile sapienza, con cui convivono storia e arte negli innumerevoli progetti architettonici, ci lascia comprendere come il travertino si adegui facilmente alle più svariate esigenze stilistiche (vedi ad esempio il quartiere dell'Eur.).



Nell'arco di più di duemila anni ha abbellito gli ambienti
urbani di numerosi luoghi del pianeta.

Alcuni progetti realizzati con il Travertino Romano sono:

- Ministero della Pubblica Istruzione in Kuwait;

- Ministeri degli Interni, del Petrolio e delle Finanze di Riyad;
- Ambasciata Francese nel Bahrein;
- 
Stadio Flaminio a Roma;

- Aeroporto di Sivilla in Spagna;

- Les Galleries de la Capitale a Montreal in Canada;
- Standard federal saving & Loan Bank di Atlanta;
- Ponce de Leon gol di Miami;

- Stazione Termini a Roma;
- 
Jamboree Center - Rosamead in California negli Stati Uniti;
- Moschea di Deribe in Nigeria;
- 
Aeroporto e nel Ministero dei lavori pubblici di Riyad;

- Taibah Commercial & Residential Center a Medina in Arabia Saudita;
- Football Stadium del Principato di Monaco;
- Ambasciata inglese a Roma.


La rapidità della posa in opera e l'assoluta mancanza di cure manutentive rendono il Travertino Romano un prodotto all'avanguardia. Gli effetti di luce generano sempre un senso di leggerezza e di austera imponenza nello stesso tempo. I cromatismi prodotti dai rivestimenti offrono dinamicità e suggestivi contrasti di luce. Ogni progetto richiede un tipo specifico di travertino, che per le sfumature e le colorazioni, risalta in maniera più evidente, grazie anche a speciali macchinari che provvedono alla pulitura e lucidatura.
La sua struttura vacuolare è stata originata dalla presenza dei vegetali in decomposizione, imprigionati dall'ininterrotta sedimentazione del carbonato di calcio.
L'inconfondibile colorazione, apparentemente eterogenea, è da attribuirsi agli agenti esterni, intervenuti durante la sedimentazione del carbonato di calcio. La durevolezza, la compattezza e l'elasticità sono doti che garantiscono una notevole resistenza agli agenti atmosferici e chimici, all'urto e all'usura.
Si è attestato pertanto come un materiale da costruzione di primissimo riguardo.